Al Teatro Quirino in Roma va in scena Amadeus scritto da Peter Shaffer

Al Teatro Quirino in Roma, dal 19 novembre al 1 dicembre, va in scena AMADEUS di Peter Shaffer, tradotto da Masolino D’Amico e per la regia di Andrei Konchalovsky, famosissimo regista di cinema e teatro, versatile ed eccentrico. La pièce teatrale in due atti scritta da Peter Shaffer (Liverpool, 15 maggio 1926 – Contea di Cork, 6 giugno 2016) nel 1978 è liberamente ispirata alla vita del compositore Wolfgang Amadeus Mozart. “Amadeus” fu rappresentato in prima assoluta nel 1979 al Royal National Theatre per la regia di Peter Hall con Paul Scofield (nelle repliche Frank Finlay) nel ruolo di Antonio Salieri e Simon Callow in quello di Mozart. Lo spettacolo è stato ispirato dal testo teatrale di Mozart e Salieri, microdramma facente parte delle Piccole tragedie di Aleksandr Sergeevič Puškin e messo in musica da Nikolaj Rimskij-Korsakov .
La messinscena è ambientata alla fine del ‘700 e racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore italiano Antonio Salieri di demolire la reputazione dell’odiato antagonista Wolfgang Amadeus Mozart. Amadeus è, segnatamente, la storia di una feroce gelosia. Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, sembra essere stato vittima del geloso musicista italiano e Peter Shaffer ha fatto di Antonio Salieri non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede il talento talvolta sterile del critico. Salieri ha, infatti, promesso a Dio una vita integerrima in cambio dell’eccellenza musicale, ma il suo mondo crolla davanti ai doni concessi a una creatura in apparenza indegna e lasciva, doni della cui portata egli è il solo ad accorgersi con cognizione di causa. Il suo gesto vuole essere, pertanto, una sorta di grandiosa vendetta privata contro Dio che si è preso gioco di lui, ma neppure portando a termine il suo piano efferato riuscirà a passare alla Storia.
Peter Shaffer continuò a riscrivere il testo di Amadeus, che fu profondamente modificato per l’edizione americana, diretta come quella inglese da Peter Hall, e quindi per la successiva ripresa londinese del 1981. Nel 1984 arrivò il trionfo internazionale del film omonimo, diretto da Milos Forman. La figura portante dello spettacolo è senz’altro Salieri, interpretato da Geppy Gleijeses. Salieri ammira il genio ed il respiro immortale delle “partiture senza nemmeno una correzione” di Mozart, ma punta ad infliggergli un lungo calvario esistenziale, fisico e morale, fino a provocarne la morte. Salieri non è visto come un uomo perfido ma come un uomo disperato che vuole il gesto estremo . Mozart, interpretato da Lorenzo Gleijeses (vincitore del premio UBU nel 2006 come “Nuovo attore emergente”, diretto in passato da registi del calibro di Ejmuntas Nekrosius, Nikolaj Karpov, Alfredo Arias, Julia Varley e Eugenio Barba – Odin Teatret) è ingenuo e rigido nelle sue convinzioni e prigioniero del proprio genio.
Il personaggio di Mozart, come tutti i geni, risulta essere frutto di uno scherzo della natura. Quello di Salieri, ieri come oggi, ha purtroppo valenza universale: si tratta di un mediocre che aspira alla genielità.
Carlo Marino
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