Un racconto dello scrittore azerbaigiano Uzeyir Alizade


Uzeyir Alizade è uno scrittore famoso in Azerbaigian per i suoi testi letterari. Le sue opere sono amate dai lettori per la loro profondità. I suoi racconti e i suoi saggi sono di natura socio-filosofica e, in particolare, lo scrittore presenta una filosofia umanistica che non fa discriminazioni tra gli abitanti del mondo. In esclusiva italiana per Deregiminelitterarum pubblichiamo un breve racconto tradotto da Nargiz Jafarova, titolare della cattedra di lingua italiana all’Università di Baku.

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La Sorgente della separazione
A quanto pare, la nonna e il nonno si stavano preparando a chiudere la porta della loro vita agli anni, ormai solo presagiti visitatori, sedendosi al sole di una calda giornata estiva.
“Perché vi siete seduti al sole?” – Quando gli veniva chiesto, si otteneva sempre la stessa risposta:
“Abbiamo freddo, figlio mio”.
Novant’anni di entrambe le vite furono trascorsi al freddo, nelle ristrettezze. Era come se dentro di loro ci fosse il freddo della neve d’inverno sulla cima di una montagna. Sembravano un’antica pietra di mortaio. Avevano attraversato insieme tutte le difficoltà e le sofferenze della loro vita, come chicchi di riso compressi in un mortaio e rimossi dalla crusca. Entrambi si erano percossi a vicenda, come fa il mortaio, e la parte di felicità e di lealtà delle loro lunghe vite era stata estratta come tra due pietre.
Questi vecchi, che avevano adempiuto a tutti gli obblighi della loro vita, erano ospiti seduti al limitar del muro. Li salutavo sempre con rispetto quando passavo da loro e accendevo un sorriso sui loro volti, allietandoli.
Era come se fossi l’unico vicino rimasto al mondo. Si rallegravano con la gioia di un bambino quando mi vedevano.
Quando dicevo loro addio e me ne andavo, li vedevo rattristarsi. Mentre mi allontanavo, il loro plauso e le loro benedizioni continuavano fino a quando mi era ancora possibile udirli.
Perché non avrebbero dovuto essere felici? …
Dopo aver fatto un salto dal nonno:
“ Perché sei triste?” gli chiesi una volta.
“Figlio mio, questa mia moglie mi sta soffocando” rispose il nonno.
“Ogni volta che le dico che mi fa male da qualche parte, lei risponde che anche a lei fa male allo stesso punto”.
“Allora dille che ti fa male la prostata. Vedi cosa ti risponde? ”.
Il nonno si illuminò di felicità.
Ma appena quella parola uscì dalla mia bocca – figlio mio anch’io ho lo stesso dolore – allora con il nonno scoppiammo a ridere…
Il nonno guardandomi e, chinando la testa verso la nonna, disse:
“Hai visto? Vedi come sto soffrendo adesso?”.
Il nonno spiegava alla nonna cos’è la prostata:
“Ma la prostata è un organo maschile. Non lo sai?”.
Pur accorgendosi di aver commesso un errore, lei non voleva cadere sulla schiena come un gatto:
“Sono una donna, proprio come un uomo”.
E allora ridemmo di cuore …
Ma dopo tanta perseveranza, il dolore del nonno fu svelato.
Era da tanto tempo che teneva in serbo le sue preoccupazioni e le sue lamentele in modo da poter parlare appena mi avesse visto…
“Figlio mio, l’altro giorno stavamo guardando la TV. È stata data la notizia che una persona famosa è morta per una lunga malattia. E lei, indicando sua moglie, ha detto, – vedi, anch’io ho la stessa malattia -”.
Ho chiesto, “di quale malattia si tratta?”
E lei ha risposto” è quella che dura per molto tempo”.
Ricordo ancora le parole dell’ottantenne Navatta Giuseppe, fondatore e titolare del NAVATTA GROUP, durante un viaggio d’affari in Italia: “I ravioli, che vi presentiamo come piatto nazionale d’Italia, erano in effetti un piatto preparato dalle mamme per mancanza di mezzi, in modo che i bambini non morissero di fame nei tempi antichi. Ma ora li presentiamo ai nostri ospiti con grande orgoglio, come un piatto nazionale speciale … ”
E continuò:
“Non c’è niente di meglio al mondo della pace e dell’amicizia”.
Io:
“Anche se non hanno tradotto tutto quello che dice, caro Giuseppe, capisco tutto. Sei una persona così sincera che le tue parole sembrano vive, potrei capirti senza un interprete”.
Mi strinse la mano e mi baciò il viso.
Si dice che l’Oriente sia la culla della filosofia, dell’arte, dell’emozione e dell’amore puro. Va bene, non dico niente. E la sostanza è in questi nomi in Europa:
Fontana di Trevi – (Italia);
Ponte degli innamorati – (Colonia, Germania);
La Collana degli artisti – (Francia, Parigi);
San Valentino – (Europa, America);
Firenze – Fiore – (città in Italia);
Ponte dei Sospiri – (Venezia, Italia);
Ponte di Rialto – (Venezia, Italia);
Cascata degli innamorati ( İzmir,Turchia) ecc..
Vorrei raccontare adesso brevemente un evento reale che ho letto in una delle opere dello scrittore Ali Valioghlu. Due soldati azerbaigiani andarono a prendere l’acqua da un fiume, dalla parte delle linee nemiche, per un battaglione che soffriva di sete durante la Grande Guerra Patriottica. Mentre si avvicinavano strisciando verso il fiume per raccogliere l’acqua, le guardie tedesche puntarono contro di loro le armi. In quel momento, uno dei soldati si alzò e iniziò a cantare ad alta voce il “Mirza Hussein”, uno dei mugham azeri. Gli altri soldati continuarono a riempire i contenitori con l’acqua. Il fascino del mugham fece giungere molti soldati tedeschi vicino al fiume. Non uccisero, abbassarono le armi, si fecero ammaliare dal canto, consentendogli dopo di tornare indietro: “Es lebe” (Viva), “Danke schön” (Grazie).
L’arma è stata sconfitta di fronte alla musica, per incanto … Sì, i veri sentimenti dell’umanità sono gli stessi ovunque! …
Insomma, non c’è diversità tra Oriente e Occidente.
La causa di un incidente di alcuni anni fa fu una bolla di sapone. Seguite con cura l’acqua saponosa fino alla fine … A causa della mancanza di infrastrutture per lo smaltimento delle acque reflue in uno dei complessi residenziali di nuova costruzione, l’acqua saponosa dei vestiti lavati di un vicino si raccoglieva davanti al cancello di un altro vicino. Al litigio tra due donne “sull’acqua saponosa” si unirono anche i loro mariti e figli. Alla fine il marito della donna, che drenava l’acqua, fu pugnalato dal figlio del vicino. Il tribunale condannò l’assassino a tredici anni di carcere.
Prestiamo attenzione a questa “acqua saponosa”.
Due anni dopo, la donna che drenava l’acqua chiese a suo figlio di uccidere entrambi i figli del suo vicino con un’arma da fuoco e si vendicò così di suo marito.
Anche suo figlio venne condannato a quindici anni di prigione.
L’acqua saponosa sta ancora facendo il suo lavoro. Vedi il potere dell’acqua schiumosa? Non concentratevi sui morti e sui prigionieri. Tre morti e due prigionieri non sono la fine della tragedia. La vera tragedia è che ora quelle donne vogliono riconciliarsi. Non sapevano, tuttavia, che l’acqua schiumosa sarebbe evaporata o sarebbe penetrata nel terreno nel momento in cui stavano appena iniziando a litigare.
Non ci andavo da molto tempo. Non avendo visto il nonno e la nonna dove erano sempre seduti, entrai in casa. … Piansi.
Il loro figlio aggiunse:
“… Ho anche costruito una sorgente sacra tra le loro tombe, ma non so come chiamarla”.
Gli ho suggerito:
“Sorgente della separazione!”.

copyright© – 2021 by Uzeyir Alizade

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